
Pressione idrica
Un equilibrio fondamentale per preservare la rete e garantire a tutti il servizio.
Una questione di equilibrio
Come la pressione sanguigna, che dev’essere stabile in un intervallo di valori adeguati per preservare la nostra salute, anche la pressione idrica ha bisogno di un suo equilibrio per tutelare la rete. La pressione è la forza che spinge l'acqua dentro le tubazioni e la fa arrivare fino al punto di consegna. Quando è equilibrata, il sistema lavora bene: l'acqua raggiunge ogni utenza, l'infrastruttura si conserva nel tempo, l'energia necessaria per muovere la risorsa resta contenuta. Quando è troppo elevata, le sollecitazioni sulle condotte aumentano in modo non lineare, e con esse le perdite. Quando è troppo bassa, l'acqua fatica a raggiungere ogni punto della rete.
Gestire una rete idrica significa, in larga parte, mantenere questo equilibrio: il valore adeguato, nei tempi giusti, in ogni tratto. Tecnicamente, si chiama pressure management ed è una leva fondamentale per la cura del sistema idropotabile.
Dalla misura manuale alla rete digitale

Per gran parte del Novecento la gestione della pressione è stata affidata all'esperienza dei tecnici sul campo, con misurazioni manuali e regolazioni empiriche delle valvole. Oggi le reti idriche più avanzate si gestiscono da centrali digitali. La Control Room - “cervello digitale” dell'azienda - riceve dati da migliaia di sensori distribuiti sulla rete e li elabora per anticipare le criticità e ridurre le perdite. La rete di distribuzione, al tempo stesso, viene progressivamente organizzata in distretti idrici: aree più piccole e controllabili in cui misurare in continuo flussi e pressioni, individuare rapidamente le anomalie, intervenire in modo mirato. Una gestione più precisa, che riduce i disagi legati alle rotture e allunga la vita delle condotte.
Perché la gestione equilibrata fa bene a tutti
Mantenere la pressione di rete su valori equilibrati produce vantaggi che si distribuiscono lungo l’intero sistema: dall’infrastruttura alla risorsa, dal servizio quotidiano al lungo periodo.

Acqua preservata
Una pressione equilibrata riduce la quantità di acqua che si disperde dalla rete prima di arrivare al punto di consegna. Ogni metro cubo conservato è una risorsa che resta disponibile per la comunità.

Condotte protette
Le sollecitazioni eccessive consumano nel tempo giunti, raccordi e tubazioni. Una pressione gestita con criterio mantiene le condotte in condizioni di esercizio più sicure e ne rallenta l'usura.

Servizio stabile
Le rotture improvvise sono tra le cause principali delle interruzioni del servizio. Una rete sottoposta a pressioni equilibrate riduce la frequenza dei guasti e rende la fornitura più costante nel tempo.

Infrastruttura duratura
Le tubazioni hanno un ciclo di vita lungo, ma sensibile alle condizioni di esercizio. Lavorare in equilibrio consente alle infrastrutture di mantenere la propria funzionalità per molti più anni.
Un equilibrio costruito su un sistema lungo e complesso

La gran parte dell'acqua potabile della Puglia nasce molto lontano dai rubinetti dove viene utilizzata. Le sorgenti si trovano in Campania, sull'Appennino irpino, a centinaia di chilometri dai centri abitati serviti. Dalle sorgenti di Caposele e di Cassano Irpino l'acqua percorre il Canale Principale: un'opera idraulica unica di 244 chilometri, con 99 gallerie e 91 ponti-canale, costruita all'inizio del Novecento per portare l'acqua dalle montagne al cuore dell’assettata Puglia.
A questa risorsa si aggiungono le acque accumulate nei grandi invasi della Basilicata e in altri bacini in Puglia, Campania e al confine col Molise: Pertusillo, Monte Cotugno sul Sinni, Locone, Conza, Occhito. Cinque dighe, cinque impianti di potabilizzazione, una rete di pozzi distribuita sul territorio: ogni giorno tutto questo viene coordinato per alimentare un’unica rete interconnessa.
L’acqua attraversa poi la regione raggiungendo quote diverse: dalle alture del Gargano e delle Murge fino al livello del mare nel Salento e lungo la costa adriatica. Tra un punto e l’altro della rete possono esserci centinaia di metri di dislivello e centinaia di chilometri di distanza.
A monte di ogni rubinetto pugliese c'è dunque un sistema fatto di sorgenti, invasi, potabilizzatori, serbatoi, impianti di sollevamento, grandi condotte di adduzione e reti di distribuzione locale: oltre 20.000 chilometri di rete in tutto, regolati ogni giorno per mantenere il flusso e la pressione equilibrati lungo l'intero percorso. Mantenere questo equilibrio, in un sistema di queste dimensioni, è un lavoro che si rinnova ogni giorno.
Un’unica rete, da curare tutti insieme
La rete idropotabile della Puglia è un sistema unico. La parte più estesa — oltre 20.000 km di condotte — è quella pubblica ed è gestita dalla nostra azienda, dalle fonti fino al punto di consegna di ciascuna utenza. Dal contatore in poi, l’impiantistica è privata: appartiene al condominio o alla proprietà, che ne ha la gestione. La pressione che arriva al rubinetto è il risultato della cura di tutto il sistema, secondo le competenze di ciascuno.

Cosa gestisce la rete pubblica
Gestiamo l'acqua fino al punto di consegna di ogni utenza. In questo perimetro si concentrano: la distribuzione equilibrata della pressione lungo tutta la rete; la continuità del servizio sul territorio; la qualità dell'acqua erogata, controllata ogni giorno dai nostri laboratori.
Cosa dipende dall'edificio
Dal contatore in poi, l'impianto è privato e di competenza del condominio o della proprietà. In questo perimetro incidono: l'altezza dell'edificio e il piano dell'abitazione; lo stato delle tubazioni interne; la presenza o assenza di sistemi di accumulo o di rilancio interni.
Quando l'edificio richiede una progettazione idraulica dedicata
L'acqua, per sua natura, tende a distribuirsi verso il basso. In un edificio di un piano, la pressione della rete pubblica è in genere sufficiente a raggiungere tutte le utenze. In un edificio di più piani, invece, l'acqua deve essere accompagnata verso l'alto: più si sale, più aumenta la quota da superare. È una caratteristica fisica del fluido, valida per qualunque rete idrica al mondo.
Per questa ragione, negli edifici di una certa altezza, o in presenza di consumi concentrati in determinate fasce orarie, è prassi tecnica consolidata prevedere all'interno dello stabile dispositivi dedicati a garantire una distribuzione adeguata a tutti i piani. È un aspetto della progettazione idraulica dell'edificio, regolato dalla normativa tecnica di settore, che resta in capo al condominio o alla proprietà.
Una rete pubblica gestita in equilibrio, e un impianto interno progettato e mantenuto secondo le buone regole della tecnica: è la combinazione che garantisce, oggi come domani, un servizio adeguato in ogni abitazione.

Una pratica condivisa a livello internazionale
La gestione equilibrata della pressione di rete è una leva tecnica riconosciuta da associazioni di settore e letteratura scientifica internazionale come una delle azioni più efficaci per contenere le perdite e migliorare la sostenibilità del servizio idrico.
ARERA
L'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha inserito il contenimento delle perdite idriche tra gli indicatori prioritari della qualità tecnica del Servizio Idrico Integrato.
Regolazione della qualità tecnica del SII - ARERA
Utilitalia
Utilitalia, la federazione che riunisce le imprese italiane dei servizi pubblici di acqua, ambiente ed energia, indica nella gestione attiva della pressione una delle pratiche tecniche più mature ed efficaci per la riduzione delle perdite reali in rete. È un riferimento operativo riconosciuto e adottato dai principali gestori del settore idrico in Italia.
Linee di indirizzo sul contenimento delle perdite - Utilitalia
IWA - International Water Association
La International Water Association documenta da oltre vent'anni la relazione diretta tra pressione media in rete e tasso di perdite. La letteratura tecnica internazionale ha dimostrato che ridurre la pressione media di un sistema, mantenendola entro valori di esercizio adeguati, produce una diminuzione più che proporzionale del volume di acqua disperso. Il pressure management è oggi considerato una best practice globale, applicata dai principali gestori idrici del mondo.
Una scelta che guarda al futuro
Il Mediterraneo è una delle aree del pianeta dove gli effetti della crisi climatica sono più evidenti. Le precipitazioni si fanno più irregolari, le stagioni siccitose più lunghe, gli invasi più esposti a fluttuazioni stagionali. In un territorio così, ogni metro cubo di acqua preservato è una risorsa che resta a disposizione della comunità.
La gestione equilibrata della pressione di rete è parte di una strategia di adattamento più ampia, che integra il rinnovo delle infrastrutture, lo sviluppo di nuove fonti, il riuso delle acque depurate, la digitalizzazione del controllo della rete. Sono tasselli diversi di una stessa visione: usare meglio l'acqua che abbiamo, e prepararci a un futuro in cui la risorsa sarà più preziosa. Una rete equilibrata oggi è una rete più resiliente domani.

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Le risposte alle domande più frequenti
No, e non potrebbe esserlo. La pressione varia in funzione della quota altimetrica, della distanza dai punti di alimentazione, dell'andamento dei consumi nelle diverse ore della giornata. La rete è progettata e gestita per mantenere il valore equilibrato in ogni tratto, tenendo conto di queste variabili naturali.
Abbiamo cura che l’acqua arrivi al punto di consegna su cui è installato il misuratore, garantendo una pressione minima di 0,5 atmosfere come indicato dalla Carta del SII ai sensi della deroga prevista dal DPCM 4 marzo 1996 in considerazione delle peculiari caratteristiche geo-morfologiche e climatiche del territorio servito. Solitamente la pressione è superiore e consente all’acqua di raggiungere il primo piano. Negli edifici a più piani, è prassi tecnica consolidata prevedere all'interno dello stabile dispositivi dedicati a garantire una distribuzione adeguata a tutti i livelli. È un aspetto della progettazione idraulica dell'edificio, regolato dalla normativa tecnica di settore, che resta in capo al condominio o alla proprietà.
No. La pressione nelle condotte non dipende dalle piogge recenti, ma dalla regolazione del sistema. Le precipitazioni influenzano la disponibilità di risorsa nelle sorgenti e negli invasi, cioè la quantità di acqua disponibile su scala stagionale, ma non incidono in tempo reale sulla pressione di esercizio della rete.
La gestione delle reti idriche è cambiata in tutto il mondo nell'ultimo ventennio. I sistemi sono oggi regolati su valori di pressione equilibrati, che riducono le perdite, proteggono le tubazioni e rendono il servizio più stabile nel tempo. È una pratica adottata dai principali gestori europei e raccomandata dalle autorità di settore.
Verifica prima se la variazione interessa tutti i rubinetti dell'abitazione o solo alcuni, e se riguarda anche altri condòmini del tuo stabile o altri stabili della tua zona. Se ritieni che il problema riguardi la rete pubblica, puoi segnalarlo attraverso i canali ufficiali.
Puoi contattare il Contact Center AQP al numero verde 800.735.735, gratuito da rete fissa e mobile. Le segnalazioni vengono analizzate caso per caso, con eventuali sopralluoghi e monitoraggi dedicati, per individuare eventuali margini di miglioramento localizzato e verificare le situazioni riconducibili alla rete pubblica e quelle legate agli impianti interni.
Carta del Servizio Idrico Integrato
La dichiarazione di impegni nei confronti degli utenti.
Consigli sull’impianto domestico
Informazioni sulle soluzioni più idonee per assicurare l’erogazione in tutti i punti dello stabile.
Segnalazioni
Il canale dedicato per segnalare guasti e anomalie nella rete pubblica.
