
Risparmio idrico
L’impegno quotidiano per la tutela dell’acqua
Una risorsa scarsa e preziosa.

L’acqua è vita. Copre gran parte della superficie del pianeta, ma quella dolce utilizzabile e disponibile è solo lo 0,5 per cento e negli ultimi 20 anni è diminuita, con importanti ripercussioni per la sicurezza idrica delle popolazioni.
In Puglia conosciamo bene questa scarsità. Il territorio è in larga parte carsico e non abbiamo fiumi e laghi significativi. Acquedotto Pugliese nasce agli inizi del Novecento proprio per questo: portare da lontano, dalle sorgenti dell’Appennino meridionale, acqua buona in una terra che ne ha poca. In Puglia conosciamo bene questa scarsità. Il territorio è in larga parte carsico e non abbiamo fiumi e laghi significativi. Acquedotto Pugliese nasce agli inizi del Novecento proprio per questo: portare da lontano, dalle sorgenti dell’Appennino meridionale, acqua buona in una terra che ne ha poca.
Oltre un secolo dopo, il clima ci ricorda quanto sia importante proteggere questa preziosa risorsa: il Mediterraneo è diventato un hotspot della crisi climatica, con temperature che crescono più della media globale ed eventi estremi più frequenti. Fenomeni che incidono sulla quantità e sulla qualità dell’acqua. In questo quadro, oggi come ieri, il ciclo dell’acqua ha bisogno di un impegno quotidiano fatto di innovazione e cura. Ogni metro cubo risparmiato è un metro cubo disponibile.
Il risparmio idrico ci protegge dagli effetti della crisi climatica
In Puglia abbiamo fatto del risparmio idrico un prezioso alleato contro la crisi climatica. Grazie alle innovazioni messe in campo, nel 2025 abbiamo soddisfatto il fabbisogno di oltre 4 milioni di persone risparmiando circa 117 milioni di metri cubi d’acqua in un anno rispetto al 2009. È la quantità di un invaso di medie dimensioni ed è risorsa lasciata all’ambiente, a disposizione per i periodi di necessità. Grazie a questa riserva virtuale, costruita nel tempo, siamo riusciti a superare l’ultima crisi idrica, una fra le più severe degli ultimi decenni.
Questo risultato nasce da più fronti che procedono insieme: il rinnovamento delle condotte, la loro digitalizzazione, il controllo delle pressioni, la sempre maggiore interconnessione, la ricerca continua delle perdite e la capacità di consumo responsabile dei cittadini pugliesi. Tutto contribuisce a rafforzare il sistema.

La quantità va di pari passo con la qualità (e i costi)
La scarsità idrica può incidere anche sulla qualità dell’acqua. Il caso più evidente è quello degli invasi, che contribuiscono mediamente per circa il 60% al fabbisogno potabile della Puglia. Man mano che il livello si abbassa, aumenta la torbidità dell’acqua. Si rendono dunque necessari ulteriori trattamenti di potabilizzazione, che comportano un maggiore utilizzo delle apparecchiature elettromeccaniche degli impianti. Di conseguenza, si registra un maggior consumo di energia elettrica per il processo industriale.
Un sistema sempre più interconnesso e adattivo

Un modo per risparmiare acqua è anche distribuirla meglio sul territorio, riducendo i prelievi da fonti sotto stress quando sono possibili da altre. È quello che facciamo con l’interconnessione degli schemi idrici. Il sistema che gestiamo è alimentato da fonti multiple - invasi, sorgenti e pozzi - organizzate in 6 schemi acquedottistici interconnessi. Questo consente di spostare l’acqua da un’area all’altra e di modulare i prelievi in base alla disponibilità del momento. È una capacità di adattamento preziosa soprattutto in periodi di scarsità idrica.
Aumentare i collegamenti del sistema è una delle direttrici principali degli investimenti in corso. Uno dei progetti più importanti è l’interconnessione degli schemi del Fortore e dell’Ofanto-Locone. Il completamento dell’intervento assicurerà risorsa utile per affrontare eventuali carenze idriche sia agli abitati costieri del nord barese sia alla Capitanata.
Ci impegniamo ogni giorno per ridurre le perdite idriche

Rinnovare le condotte, digitalizzarle, interconnettere sempre più gli schemi idrici e gestire le pressioni favorisce la cura del sistema e assicura il risparmio idrico, ma non basta. Con una rete estesa oltre 20 mila chilometri, per la maggior parte interrata, è fondamentale l’attività quotidiana di ricerca perdite.
Una rete idrica è fatta di tubi, giunti, saracinesche, derivazioni: materiali soggetti all’usura e alle rotture accidentali. Le perdite evidenti sono le più facili da individuare e riparare, ma anche le più rare. La maggior parte è di tutt’altro tipo: piccole dispersioni occulte che il terreno assorbe senza lasciare traccia in superficie. Trovare una perdita, in larga parte, significa quindi cercare qualcosa che non si vede.
Per questo la ricerca delle perdite è un’attività quotidiana e non una campagna straordinaria. A individuarle sono, ogni giorno, 200 fontanieri, 59 ricercatori di perdite e oltre 100 addetti alla manutenzione e alla regolazione delle reti.
Tutti dialogano con la Control Room aziendale attraverso tablet e dispositivi che trasmettono in tempo reale i dati raccolti, così che ogni intervento sia mirato. Il lavoro si è fatto più preciso man mano che la rete è stata suddivisa in distretti: aree più piccole, dotate di misuratori, dove flussi e pressioni vengono controllati con continuità.
Gli investimenti per tutelare l’acqua
Tutelare l’acqua significa soprattutto investire: nelle infrastrutture, nell’economia circolare, nella transizione digitale, in quella energetica, nella ricerca e in competenze specializzate. Negli anni abbiamo spinto sempre più in questa direzione. E il trend di investimenti, accelerato dall’utilizzo di risorse comunitarie e nazionali, conferma questo impegno: nell’ultimo triennio abbiamo messo in campo 1,47 miliardi di euro, in linea con le migliori realtà europee, anche per adattare il sistema alle sfide imposte dalla crisi climatica.
Rinnoviamo la nostra grande e storica rete
La rete idrica che gestiamo supera i 20 mila chilometri, tra grande adduzione e reti comunali. È tra le più estese d’Europa e la sua storia comincia oltre un secolo fa. Rinnovare le condotte giunte a fine della vita utile è un tassello importante per il risparmio idrico. Il lavoro procede per gradi per assicurare sempre sostenibilità economica e continuità del servizio.

Dal 2005 il rinnovamento delle reti idriche procede attraverso un piano denominato Risanamento Reti, con un orizzonte che arriva al 2045. Ogni edizione unisce due linee di lavoro. La prima è strutturale e riguarda la sostituzione delle condotte che hanno esaurito la vita utile. La seconda è anche gestionale: la suddivisione delle reti in distretti, l’installazione di valvole di regolazione per il controllo delle pressioni, il monitoraggio continuo delle grandezze idrauliche. Il Risanamento Reti produce un recupero che dura nel tempo, la gestione lo mantiene.
Il piano in corso, il Risanamento Reti 4, interessa 94 comuni per un investimento di circa 500 milioni di euro: la conclusione dei lavori è prevista entro l’anno 2030. In fase di programmazione e di avvio (per il primo lotto dei lavori) c’è poi la commessa Risanamento Reti 5 che interessa 161 comuni nel periodo 2027-2045.

I noise logger per localizzare le perdite occulte
I noise logger sono dispositivi in grado di localizzare le perdite occulte “ascoltando” il rumore che producono nelle condotte. Ne abbiamo installati 20.589 in 39 abitati per monitorare ogni giorno, 24 ore su 24, circa 4.500 chilometri di rete. La trasmissione remota dei dati consente il monitoraggio continuo della rete senza operatori, grazie al quale è possibile non solo riparare tempestivamente le perdite occulte, ma anche verificare nel tempo l’efficacia delle riparazioni.

Non è solo un cantiere, è futuro che scorre: i lavori nella tua città
Quando per strada incontri un nostro cantiere, significa che stiamo lavorando per migliorare il servizio. Un disagio temporaneo, che a volte richiede riduzioni o sospensioni del servizio, per il benessere della comunità. Puoi scoprire i nostri interventi nella sezione Che acqua fa? Lavori sulla rete del sito Aqp.it e su X collegandoti all’account @AcquedottoP. Hai inoltre la possibilità di ricevere direttamente e gratuitamente, in tempo reale, sul tuo indirizzo di posta elettronica, le informazioni relative alle sospensioni del servizio, iscrivendoti al servizio di newsletter myaqpaggiorna.
Sperimentiamo inoltre tecnologie innovative: sensori che viaggiano dentro le condotte, immagini di droni che leggono le tracce lasciate dall’umidità nel terreno, cani addestrati a riconoscere l’odore dell’acqua potabile:
- Idrofoni correlatori
![Idrofoni correlatori]()
Sono sensori che restano installati sulle condotte di adduzione e ne ascoltano il rumore con un monitoraggio continuo. Sulla condotta Eleuterio-Curtivecchie, in provincia di Lecce, hanno individuato 6 perdite, riparate nei 2 mesi successivi. Il recupero misurato è stato di circa 100 litri al secondo. Gli idrofoni lavorano senza interrompere il servizio.
- Smartball
![smartball]()
Una sfera dotata di sensori che viaggia dentro la condotta trasportata dal flusso e registra i suoni lungo il percorso. Sulla stessa tratta è stata impiegata in parallelo agli idrofoni: ha offerto una pre-localizzazione più sensibile, mentre gli idrofoni correlatori consentono una verifica del punto rumoroso e una localizzazione più precisa per lo scavo. Le due tecnologie sono complementari.
- Sniffer Dog
![cane addestrato a riconoscere l’odore dell’acqua potabile trattata]()
Un drone perlustra aree remote, attraversate principalmente da condotte di grande adduzione, per individuare tracce compatibili con una dispersione. La verifica a terra è affidata a Ippolito, un cane addestrato a riconoscere l’odore dell’acqua potabile trattata. La sperimentazione condotta nel 2025 ha confermato la coerenza tra le anomalie segnalate dal drone e i rilievi sul campo. Il metodo riduce i tempi di diagnosi e limita gli scavi esplorativi.
- Indagini geofisiche in galleria
![Indagini geofisiche in galleria]()
Sulla galleria Ginestra del Canale Principale (la grande dorsale storica che alimenta la Puglia dalle sorgenti irpine), in agro di Venosa, una perdita interessava un tratto che non poteva essere ispezionato né messo fuori esercizio durante la crisi idrica. Sono state impiegate tecniche geofisiche non invasive, che hanno ricostruito un modello del sottosuolo e individuato le anomalie riconducibili alla dispersione idrica in condotta a pelo libero.
La progressiva riduzione del tasso di perdite idriche in Puglia
Le perdite idriche in Italia vengono comunemente calcolate con l’indicatore percentuale. Al netto della scarsa affidabilità di questo metodo nel rappresentare il fenomeno, il tasso percentuale di perdite nelle reti di distribuzione pugliesi è comunque da anni in continuo miglioramento: se già nel 2022 — anno degli ultimi dati ufficiali ISTAT per regione — la Puglia con il 40,7% era al di sotto della media italiana (42,4%) e di quella del Sud Italia (50,5%), nel 2024, con lo stesso metodo di calcolo, fotografiamo un’ulteriore riduzione al 39,8%, oltre 5 punti percentuali in meno rispetto al 2018 (45,1%), registrando una fra le migliori performance a livello nazionale rispetto agli ultimi dati ISTAT disponibili. Sulla base degli investimenti programmati, stimiamo di scendere progressivamente fino al 29,9% nel 2029.
Anche i piccoli gesti quotidiani fanno risparmiare acqua
Una persona su quattro al mondo non dispone di acqua potabile sicura in casa. I più fortunati, tuttavia, spesso ne usano più di quanto serva. E l’Italia non ha un bel primato: è il Paese europeo che preleva più acqua dolce per uso potabile ed è secondo per consumi pro capite dietro l’Irlanda. In questo contesto, i pugliesi sono i cittadini più virtuosi d’Italia: consumiamo 156 litri al giorno per abitante, contro una media nazionale di 214. È un dato che racconta una parsimonia antica, in un territorio che ha sempre conosciuto il valore dell’acqua.
Possiamo fare ancora di più, e le occasioni sono semplici. Chiudere il rubinetto durante l’insaponatura o mentre si lavano i denti. Preferire la doccia alla vasca da bagno. Avviare lavatrice e lavastoviglie a pieno carico. Riutilizzare l’acqua di lavaggio di frutta e verdura per innaffiare le piante. Con la campagna Conta la goccia abbiamo raccolto 9 consigli per salvaguardare l’acqua. Il decimo puoi darlo tu.

L’impegno e l’entusiasmo dei giovani per il risparmio idrico
L’acqua non va mai data per scontata. Un messaggio che in Puglia si tramanda di generazione in generazione e a cui dà un contributo attivo anche il mondo della scuola. Flexa la goccia è il progetto educativo con cui puntiamo a rendere i ragazzi protagonisti nella diffusione del messaggio di rispetto e cura della risorsa più preziosa che abbiamo. E la risposta degli studenti è entusiasmante.
→ Scopri su TVA il loro contributo
Un futuro più sostenibile è un futuro più sicuro
Il Mediterraneo è una delle aree del pianeta dove gli effetti della crisi climatica sono più evidenti. Le precipitazioni si fanno più irregolari, le stagioni siccitose più lunghe, gli invasi più esposti a fluttuazioni stagionali. In un territorio così, ogni metro cubo di acqua preservato è una risorsa che resta a disposizione della comunità. La tutela dell’acqua è parte di una strategia di adattamento più ampia, che integra il riuso e lo sviluppo di nuove fonti. Sono tasselli diversi di una stessa visione: usare meglio l’acqua che abbiamo e prepararci a un futuro in cui la risorsa sarà più preziosa.

La nostra strategia per il clima
Scopri come Acquedotto Pugliese affronta la crisi climatica: nuove fonti, riuso, efficienza idrica, infrastrutture più resilienti
→ Scopri di più

La parsimonia dell’acqua
Mostra itinerante che invita a riflettere sul valore dell’acqua e sulla necessità di custodirla con cura e consapevolezza
→ Scopri di più
Le risposte alle domande più frequenti
Sono la differenza tra l’acqua immessa in rete e quella effettivamente consegnata agli utenti. L’International Water Association (IWA) le distingue in due categorie. Le “perdite reali” sono dispersioni fisiche: l’acqua che esce da tubazioni, giunti, allacci e serbatoi e torna nel terreno. Costituiscono la quota prevalente e sono quelle su cui incidono il rinnovamento delle condotte, il controllo delle pressioni e la ricerca quotidiana. Le “perdite apparenti o commerciali” sono invece acqua che arriva a destinazione ma non viene contabilizzata: errori di misura dei contatori, imprecisioni di fatturazione, allacci abusivi e furti d’acqua. Contro le perdite reali si interviene sull’infrastruttura, contro quelle apparenti con il rinnovo dei misuratori, la digitalizzazione delle letture e i controlli sul territorio.
No, e questo vale per ogni acquedotto del mondo. Anche una rete nuova presenta una quota fisiologica di dispersioni fisiche. A queste si aggiungono le perdite apparenti, come gli allacci abusivi: un fenomeno che si contrasta con i controlli e con la digitalizzazione delle letture, ma che nessun gestore può dare per esaurito. L’ARERA assegna la classe di merito più alta, la A, ai gestori che restano entro il 25% di perdite (indicatore M1b) ed entro 12 metri cubi per chilometro al giorno (M1a). L’obiettivo è quindi ridurre progressivamente le perdite, mantenendo la rete efficiente e controllata.
È quello che avviene, ma gradualmente. Rinnovare 20 mila chilometri di condotte idriche con una campagna straordinaria è impossibile: richiederebbe risorse economiche insostenibili, nell’ordine dei dieci miliardi di euro, e lavori continui e prolungati con interruzioni di servizio incompatibili con il fabbisogno delle comunità. Il rinnovamento delle reti è un processo continuo che dà priorità ai tratti con i tassi di perdita più elevati e a quelli che hanno esaurito la vita utile.
Una pressione elevata aumenta lo stress sulle tubazioni e la quantità d’acqua che fuoriesce da ogni singola rottura. Per questo la rete viene progressivamente suddivisa in distretti regolati da valvole, che mantengono la pressione al livello utile a servire tutte le utenze. Trovi maggiori informazioni sulla gestione delle pressioni nella pagina dedicata.
In vari modi: con l’analisi dei dati di acqua immessa ed erogata, con indagini geofisiche e geoelettriche e con l’ascolto. I noise logger installati in rete, ad esempio, captano le variazioni di suono dell’acqua e consentono di localizzare le perdite. Sulle grandi adduzioni si usano idrofoni e sfere sensorizzate che viaggiano dentro il tubo. Sperimentiamo, inoltre, soluzioni innovative come il progetto Sniffer Dog: un drone indica aree compatibili con una perdita idrica in zone remote e un cane addestrato le localizza con l’olfatto, distinguendo l’acqua resa potabile dai nostri trattamenti da quella di altra natura.
Chiamando il numero verde 800.735.735, dedicato al pronto intervento e attivo 24 ore su 24, tutti i giorni, gratuito da rete fissa e mobile. È il canale da usare per perdite e guasti idrici e fognari, rotture, guasti al contatore, interruzioni della fornitura e alterazioni della potabilità dell’acqua. Se sei una persona sorda, puoi chiamare il Pronto Intervento con l’app Pedius. Ogni segnalazione conta. Una perdita vista da chi passa in strada è una perdita che possiamo riparare prima.
Cominciando da casa. Chiudere il rubinetto durante l’insaponatura e mentre si lavano i denti, preferire la doccia alla vasca, avviare lavatrice e lavastoviglie a pieno carico, riutilizzare l’acqua di lavaggio di frutta e verdura per innaffiare le piante. Sono piccoli gesti che, moltiplicati per quattro milioni di persone, danno un grande contributo.




