Il nostro impegno per il futuro sostenibile della città.
Una storia d’acqua, oggi come ieri
24 aprile 1915. È la data che segna l’inizio di una nuova epoca per Bari. In Piazza Umberto, tra la folla in festa, dalla fontana monumentale sgorga per la prima volta l’acqua portata dal Sele grazie all’Acquedotto Pugliese. Un evento atteso da secoli: la città, fino ad allora segnata dalla sete, scopre la modernità, la salute, la speranza di un futuro diverso. Quell’acqua è subito percepita come un dono: la gente si bagna, ride, ringrazia i santi. È un momento che resta nella memoria collettiva e che diventa simbolo del legame tra Bari e l’acqua.
Oggi, a più di cento anni da quello storico zampillo, Bari affronta nuove sfide. La città è cresciuta, si è espansa. Ha un nuovo rapporto con il mare, riprogetta gli spazi verdi e i sistemi per curarli. E lo fa in un contesto di crisi climatica, che sta cambiando i ritmi della natura: piove dove non serve, le temperature aumentano, i fenomeni estremi mettono sotto pressione infrastrutture e risorse. Acquedotto Pugliese risponde a queste sfide con tre azioni strategiche che guidano ogni investimento: efficientamento delle reti e dei processi gestionali per ridurre sprechi e migliorare il servizio, riuso delle acque depurate per dare nuova vita a ciò che prima era considerato scarto e ricerca di nuove fonti per garantire sicurezza idrica in un futuro sempre più incerto.

“24 aprile 1915: il primo zampillo dal Sele in Piazza Umberto segna l’inizio della modernità per Bari.
Oggi, più di un secolo dopo, Acquedotto Pugliese rinnova quell’impegno con cantieri e innovazioni che guardano al futuro”.
Il progetto Acqua per Bari nasce in questa prospettiva: raccogliere in un’unica visione i cantieri, i lavori e gli investimenti che stanno trasformando il capoluogo pugliese in una città più resiliente, sostenibile e capace di guardare lontano.
Acqua per Bari in numeri:
- +110 anni di esperienza al servizio del benessere idrico della città
- ~1.300 km di reti idriche e fognarie curate ogni giorno
- 67 nuovi distretti idrici digitalizzati per un servizio più smart e sostenibile
- 4 serbatoi idrici per garantire alla città l’acqua di cui ha bisogno
- 2 depuratori con condotte sottomarine per rendre la costa più fruibile
- 1.000 mc/g di acqua di riuso per irrigare il nuovo verde cittadino
- ~400 nuovi allacci all’anno per garantire a tutti il servizio idropotabile
SCOPRI L’IMPEGNO DI ACQUEDOTTO PUGLIESE PER BARI
- Reti smart, preziose alleate contro la crisi climatica
- Riprogettiamo la rete fognaria e valorizziamo la costa
- Depuratori al servizio della città, del verde e del mare
- L’attività quotidiana di manutenzione
- I nuovi allacci ai servizi di AQP
Reti smart, preziose alleate contro la crisi climatica

Prima dell'arrivo dell'acqua del Sele, l'approvvigionamento idrico di Bari era basato su pozzi e cisterne per la raccolta dell'acqua piovana, una risorsa spesso insufficiente e igienicamente precaria, e su forniture tramite vagoni cisterna e via mare. Con l'inaugurazione della fontana monumentale del 1915, l'acqua potabile arrivò finalmente in città, segnando una svolta epocale. Inizialmente, la distribuzione si basava su un sistema di fontane pubbliche, le “cape de firr” ancora oggi presenti (scoprile con Fontaninapp), da cui i baresi potevano attingere l'acqua per le loro abitazioni. Negli anni successivi, la rete di distribuzione si è espansa capillarmente, con l'installazione di contatori e allacciamenti diretti nelle case, per seguire la rapida crescita urbana.
Oggi la rete idrica di Bari, con i suoi quasi 700 chilometri di tubazioni, è un’infrastruttura vitale e invisibile, che assicura l’acqua nelle nostre case. E, come tutte le opere ingegneristiche, per superare i segni del tempo ha bisogno di manutenzioni costanti associate a rinnovamenti strutturali periodici. Il progetto Risanamento Reti 4, quarto step di un grande piano avviato nel 2005 in tutta la Puglia, affronta questa necessità con un approccio innovativo che punta a migliorare il servizio e contemporaneamente a risparmiare preziosa risorsa. L’investimento è di 80 milioni di euro, cofinanziati nell’ambito del PR Puglia FESR-FSE+ 2021–2027. Attualmente è in corso un intervento di sostituzione di 73 chilometri di tubazioni, pari a circa 10% del totale, e di suddivisione della rete cittadina in 67 distretti idrici, ciascuno monitorato in tempo reale da sistemi di telecontrollo. Questo rende possibile regolare le pressioni in base alle esigenze e alle specificità dei singoli quartieri, consente di individuare rapidamente eventuali perdite e programmare interventi mirati, evitando rotture improvvise e disagi diffusi.
Il beneficio atteso è una combinazione tra efficienza e servizio: i cittadini avranno un approvvigionamento più stabile, meno soggetto a interruzioni, mentre la città ridurrà gli sprechi, diventando più resiliente alla crisi climatica.
I lavori procedono con una suddivisione territoriale in tre perimetrazioni: Bari 1, che interessa i quartieri Picone, Poggiofranco e Japigia; Bari 2, focalizzata sugli interventi nelle zone di Murat, Marconi e San Paolo; e infine Bari 3, che comprende i lavori nei quartieri di Santo Spirito, Carbonara di Bari e Loseto, San Giorgio e Torre a Mare.
Segui i cantieri su Bariinprogress
Riprogettiamo la rete fognaria e valorizziamo la costa
Progetto Canale Picone
Far arrivare acqua buona da bere nelle case è il nostro primo obiettivo. Quello immediatamente successivo è trasportare le acque nere fino agli impianti di depurazione per trattarle, riutilizzarle e restituirle alla natura. Un viaggio assicurato da una complessa ragnatela di tubazioni (circa 560 chilometri) e impianti fognari che, al pari di quelli dedicati all’acqua potabile, richiedono una costante cura, un continuo potenziamento per seguire lo sviluppo urbanistico e, spesso, una profonda riconfigurazione.
Il sistema fognario di Bari è nato col progetto Ambrosini del 1917 che prevedeva reti nere e bianche parallele e collegate da pozzetti comunicanti, in una configurazione di fatto “mista”. Dal dopoguerra, con la gestione della fogna nera passata all’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese, ci si è posti la questione della separazione delle due reti. Col tempo, infatti, il sistema si è rivelato inadeguato allo sviluppo urbanistico della città. Negli anni si sono succeduti diversi studi finalizzati a una separazione efficace. E oggi, con l’importante progetto Canale Picone che interessa la zona sud-est della città, puntiamo a un superamento strutturale dell’assetto storico del sistema fognario cittadino. L’investimento è di 28,8 milioni di euro e l’obiettivo è chiaro: separare la fogna nera da quella bianca lungo il percorso del Picone — un canale di drenaggio sotterraneo che dall’omonimo quartiere attraversa la città e sfocia sul lungomare Nazario Sauro — riducendo così al minimo il rischio di sversamenti nella zona di Pane e Pomodoro in caso di eventi meteorici estremi.
Il progetto è stato anticipato a partire dal 2024 da una prima parte di interventi complementari, oggi in fase di completamento, per un investimento complessivo di ulteriori 20 milioni di euro. Gli interventi eseguiti — come i nuovi collettori nella parte più alta della città oltre la linea ferroviaria, i ripristini e la disincrostazione delle condotte, l’incremento della potenzialità residua dell’impianto di sollevamento fognario Diaz — hanno già ridotto significativamente le connessioni tra fogna bianca e nera, oltre agli episodi di sversamento in mare.
L’intervento attuale prevede un nuovo impianto di sollevamento fognario in via Oberdan - già in corso di realizzazione - collegato a due collettori principali: uno di 1.500 metri lungo via Capruzzi per raccogliere i reflui di Picone, Carrassi e San Pasquale; l’altro di 650 metri che da piazza Diaz convoglierà per gravità le acque nere di Murat, San Nicola e Madonnella. A questi si aggiungeranno 2.600 metri di collettori secondari. Dall’impianto di via Oberdan, quindi, le acque saranno spinte tramite una nuova condotta premente (che trasporta i reflui in salita tramite elettropompe) lunga circa 2.700 metri verso l’impianto di Torre del Diavolo a Japigia e infine al depuratore Bari Est per il trattamento.

Una particolarità di questo progetto è l’uso del microtunnelling, tecnologia che permette di posare le condotte in profondità senza grandi scavi in superficie, limitando quindi rumori, tempi e disagi, a beneficio dei cittadini e delle attività commerciali. Tecniche non invasive come queste sono già state utilizzate recentemente con successo in via Napoli, dove grazie al relining, cioè l’inserimento di una speciale calza all’interno della vecchia tubazione, sono tornate a nuova vita due importanti condotte prementi a servizio della zona a nord-ovest della città.
Segui i cantieri su Bariinprogress
Depuratori al servizio della città, del verde e del mare
Bari Est e Bari Ovest
I depuratori sono fondamentali per lo sviluppo sostenibile della città. Bari ne ha due: Bari Est, a Japigia, e Bari Ovest, nella zona industriale, ed entrambi sono stati recentemente innovati con un investimento di circa 60 milioni di euro. Questi due impianti trattano le acque di scarto e le restituiscono, pulite, all’ambiente. Un compito già assolto molto bene (anche nel 2025, per il 5° anno consecutivo, in Puglia si è registrato il mare più pulito d’Italia) e su cui continuiamo a investire con due obiettivi: migliorare sempre più la fruibilità del mare, recapito naturale delle acque depurate per una città costiera come Bari, e implementare il riutilizzo virtuoso dei due prodotti della depurazione, le acque e i fanghi.
Prolungamento delle condotte sottomarine
Per migliorare sempre più la fruibilità della costa barese, abbiamo investito 14 milioni di euro nel prolungamento delle condotte sottomarine che rilasciano le acque depurate. La legge prevede che – a prescindere dalla qualità di trattamento, che a Bari è ai più alti standard – balneazione e pesca siano inibite in un raggio di 500 metri dal punto di rilascio: allontanarlo dalla riva aumenta, dunque, la fascia costiera a disposizione.

La condotta sottomarina dell’impianto Bari Ovest, nella zona di San Girolamo, è stata estesa fino a 2.850 metri dalla costa e a 35 metri di profondità. Quella di Bari Est, a Japigia, è passata da 750 a 2.250 metri, raggiungendo i 32 metri di profondità. Grazie a questi interventi, Bari può vivere sempre più la sua costa.
La spinta verso l’economia circolare
Anche sul fronte dell’economia circolare i progetti sono ambiziosi. Se già da tempo i fanghi vengono recuperati per produrre compost, oggi riusciamo a valorizzare anche la fase di trattamento. A Bari Ovest, ad esempio, è già attivo un impianto di cogenerazione alimentato dal biogas dei fanghi. Produce energia elettrica e termica con un doppio beneficio: il calore viene utilizzato per essiccare gli stessi fanghi e risparmiare sul conferimento nei centri di recupero, mentre l'energia elettrica contribuisce ad alimentare l’impianto di depurazione.

L’impianto Bari Est è invece al centro di un importante progetto di riuso idrico: una parte delle acque depurate saranno “affinate”, cioè ulteriormente trattate per renderle adatte all’irrigazione, e utilizzate per la cura del verde di Costa Sud, il grande parco di 6 chilometri sul litorale meridionale di Bari, e del Parco della Rinascita, nell’area ex Fibronit. Con mille metri cubi al giorno di acqua di riuso, questi spazi diventeranno un esempio concreto di come il ciclo idrico possa alimentare direttamente la qualità della vita urbana, riducendo il consumo di risorsa potabile e contribuendo a rendere Bari una città più sostenibile e resiliente.
L’attività quotidiana di manutenzione

Il complesso sistema idropotabile cittadino – una rete sotterranea di quasi 1.300 chilometri di tubazioni, più 4 serbatoi idrici, 2 impianti di depurazione e decine di altre opere acquedottistiche - attraversa ogni quartiere della città e arriva fino alle case di oltre 300mila persone. La cura di questo sistema, dalla distribuzione dell’acqua fino alla restituzione all’ambiente, è necessaria per garantire un servizio di qualità ai cittadini e la tutela del territorio. Mantenerlo in efficienza è un lavoro continuo, in gran parte invisibile.
I tecnici della Struttura Territoriale Operativa di Bari di AQP sono impegnati ogni giorno nella manutenzione ordinaria e straordinaria di questa complessa infrastruttura. Le attività spaziano dalle ispezioni agli interventi per anomalie. Quando un cantiere apre su una strada di Bari, nella maggior parte dei casi è il segnale che qualcosa è stato trovato prima che diventasse un problema, oppure che una tubazione viene sostituita con una nuova per rendere il sistema sempre più efficiente.

Una parte rilevante del lavoro riguarda la ricerca delle perdite, fondamentale per tutelare il bene più prezioso. Squadre specializzate percorrono sistematicamente la rete con strumentazione avanzata, individuano i punti di dispersione anche in assenza di segnali visibili in superficie e ne programmano la riparazione. È un’attività che riduce gli sprechi di risorsa, abbassa la pressione sulle infrastrutture e prolunga la vita utile delle condotte.
Segui i cantieri su Bariinprogress
I nuovi allacci ai servizi di AQP

Portare l’acqua ai cittadini è il primo obiettivo di Acquedotto Pugliese. E così, ogni volta che un edificio viene costruito, una casa ristrutturata o un’attività produttiva avviata, c’è bisogno di collegare il nuovo punto di consumo alle reti idriche e fognarie esistenti. Questo collegamento — l’allacciamento — richiede un sopralluogo tecnico per definirne la fattibilità e i costi da sostenere, una progettazione, un’autorizzazione da richiedere, uno scavo, la posa delle tubazioni, il collegamento alla rete principale e la messa in esercizio.
Le reti idriche e fognarie corrono sotto le strade. Per raggiungerle, bisogna aprire il manto stradale. È da qui che nasce una parte dei cantieri di AQP che i baresi incontrano ogni giorno. Cantieri che, salvo complicazioni tecniche o condizioni meteo avverse, sono aperti e chiusi nella stessa giornata.
Oltre ai singoli allacciamenti di utenza, AQP realizza estendimenti di rete: i nuovi tronchi sono tratti di condotta idrica o fognaria che estendono il sistema in aree non ancora servite o che completano maglie mancanti nell’infrastruttura urbana. Sono interventi più estesi, che interessano spesso intere vie o isolati e che richiedono cantieri con una durata superiore al singolo giorno.
Nel quinquennio 2021-2025 a Bari sono stati realizzati e ultimati oltre 1.900 nuovi allacciamenti di utenza e oltre 50 estendimenti di rete che hanno permesso di garantire il servizio idrico integrato a un bacino di utenza sempre maggiore. Questo significa non solo più utenti serviti in modo diretto e sicuro, con meno situazioni di approvvigionamento precario, ma anche l’eliminazione di scarichi fognari in vasche o pozzi privati, garantendo un miglioramento delle condizioni igienico-sanitario, in un tessuto urbano sempre più compiutamente infrastrutturato. È il modo con cui la rete cresce e si adatta alla città che cambia.

