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La disinfezione delle acque reflue

L’Escherichia Coli è un microrganismo presente nell’ultimo tratto dell’intestino umano e degli animali a sangue caldo, in cui contribuisce alla digestione del cibo. Alla specie Escherichia Coli appartengono diversi ceppi e sierotipi, di norma non patogeni.
 
Tuttavia, nell’ambito della specie sono stati distinti alcuni ceppi che hanno acquisito patogenicità. Tra questi spiccano i cosiddetti E. Coli enteroemorragici, detti anche verocitoproduttori e indicati con gli acronimi STEC e VTEC i quali possiedono la capacità di produrre tossine dette verocitossine responsabili di infezioni quali la colite emorragica (CE) e la sindrome emolitico uremica (SEU). Il sierotipo più comune è 0157, altri sierotipi principalmente coinvolti in casi di SEU sono 026, 0111, 0145.
 
Ogni giorno l’organismo umano espelle in media alcune centinaia di miliardi di cellule di Eschelichia Coli (circa 108 cellule/grammo di feci) che vengono immesse nelle acque usate.

Le acque reflue in arrivo ad un impianto di depurazione contengono una concentrazione di Escherichia Coli compresa mediamente tra 107 e 109 UFC/100ml. Nelle varie fasi del trattamento depurativo, che comprende anche una stazione di disinfezione, la carica batterica viene drasticamente ridotta.
L’agente disinfettante più comunemente utilizzato negli impianti di depurazione è l’ipoclorito di sodio fornito in soluzione commerciale al 12-14% P/P di cloro attivo. Il cloro, infatti, esercita una potente azione battericida (non selettiva) nei confronti dei microrganismi presenti nel refluo, azione che persiste nel tempo. La normativa, peraltro, impone un limite massimo alla concentrazione di cloro residuo, che non può superare il valore di 0,2 mg/l.

La normativa vigente (Decreto Legislativo 152/06) consiglia un valore limite per il parametro Escherichia Coli in uscita dagli impianti di depurazione pari a 5.000 UFC/100 ml.
Il limite di legge è riferito alla specie Escherichia Coli, (considerata indicatore della qualità microbiologica del refluo depurato) e non ai vari ceppi e sierotipi.
 
Personale specializzato di Acquedotto Pugliese verifica il rispetto dei limiti allo scarico previsti, attraverso campionamenti ed analisi di laboratorio dei reflui depurati, eseguiti nel rispetto della normativa vigente.



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