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Il Palazzo dell’acqua svela i suoi tesori 

Onde di madreperla, legni pregiati decorati finemente con immagini di alberi, figure con brocche e poi affreschi, tarsie di marmi colorati e pietra bianca su pavimenti e pareti. Sono solo alcuni dei dettagli che rendono speciale il Palazzo dell’Acquedotto Pugliese, il luogo dove sgorga l'elementum vitae, come riporta un’iscrizione sulla facciata principale. Lo storico Palazzo dell’Acqua di via Cognetti 36, a Bari, riapre al pubblico sabato 10 novembre e sarà visitabile tutti i fine settimana, previa prenotazione dalle 10:00 alle 12:00.

Nel 1924 prende forma l’idea della costruzione di un edificio a ricordo indelebile della conquista dell’acqua per la Puglia.

Sette anni trascorrono perché l’Italia intera possa ammirare questo splendido gioiello di architettura “neo romanica di transizione”. Il palazzo è la tangibile espressione dell’antico, grande progetto realizzato: portare l’acqua in Puglia e rendere produttiva una terra cronicamente assetata, migliorando le condizioni di vita dei suoi abitanti.

Il museo dell’acqua, a dicembre, ha ospitato la mostra fotografica “Serbatoi d’acqua”, dell’artista viennese Ingrid Simon, ideata e realizzata da Anna Gambatesa in collaborazione con Pietro Marino e la Galleria Misia Arte, per il Fondo Ambiente Italia nelle giornate FAI d’autunno 2018.

In mostra ritratti di serbatoi d’acqua immortalati lungo la rete idrica dell’Acquedotto Pugliese; un percorso tra immagini in bianco e nero, leggero e fluido come l’acqua sulle torri d’acqua del nostro territorio, le costruzioni risalenti al secolo scorso, alcune delle quali ancora oggi utilizzate. 

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