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Comunicati stampa


25/05/2009
Furti d'acqua nel foggiano: denunciati 27 prelievi abusivi

Accertati e denunciati 27 prelievi abusivi, recuperati diverse decine di litri al secondo, scoperti 12 casi di occupazione abusiva di terreni di pertinenza delle opere idriche, sono questi i primi risultati di una capillare azione di lotta ai furti d'acqua intrapresa dall'Acquedotto Pugliese in tutta la provincia di Foggia.

Centinaia di chilometri di rete controllati, setacciati, ispezionati centimetro per centimetro. Su tutto il territorio dauno. Un'attività che ha visto i tecnici dell'Acquedotto Pugliese impegnati con reparti del Corpo Forestale dello Stato, delle autorità di pubblica sicurezza locali, delle Amministrazioni comunali e la collaborazione della Prefettura, a partire dallo scorso inverno e che sta proseguendo senza sosta.

Sui 32 km di condotta che collegano Carpino con Vieste con i relativi 142 pozzetti di sfiato e scarico sono stati rintracciati ben 18 allacci abusivi.

Scoperti inoltre allacci abusivi nella condotta che alimenta gli abitati di Mattinata e Vieste. Vere e proprie attività delittuose che nell'estate scorsa hanno impedito la regolare erogazione idrica a Vieste, con disagi alla popolazione residente e gravi danni all'immagine della provincia di Foggia in virtù delle migliaia di turisti presenti.

Eclatante è il caso di una presa abusiva sul tratto di attraversamento della condotta del Fortore sul Vallone Caramanica. Questa, infatti, addirittura serviva una piccola "rete" di distribuzione interna nell'abitato della frazione di Macchia della Libera.

Tutti gli allacci abusivi e gli utilizzatori accertati sono stati denunciati per i provvedimenti del caso. Si sta, quindi procedendo alla eliminazione fisica degli impianti.

L'attività di campo ha consentito, infine, di constatare numerose occupazioni abusive della fascia di pertinenza dell'Acquedotto sulle opere idriche. Occupazioni abusive che, in alcuni casi, impedivano il passaggio e la sorveglianza delle stesse opere. 12 casi di inglobamenti non autorizzati per i quali è stato chiesto ai Comuni di competenza una ordinanza di riduzione in ripristino dei luoghi.

Le attività proseguono su tutto il territorio.




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