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Il Palazzo dell'acqua

ATTENZIONE: esaurite le prenotazioni fino a metà dicembre. Vi ringraziamo per l'interesse mostrato e vi invitiamo a inoltrare le richieste per il terzo fine settimana di dicembre e i mesi successivi.



Visite guidate al Palazzo:
Bari, Via Cognetti, 36

E’ possibile effettuare le visite solo il sabato e la domenica mattina su prenotazione.

Si effettuano due turni di visite guidate: il primo dalle ore 10.00 alle ore 11.00 ed il secondo dalle ore 11.00 alle ore 12.00. 

Per esigenze organizzative e di sicurezza non sono ammesse visite al di fuori dei turni indicati.

Le prenotazioni devono pervenire entro il giovedì precedente il sabato o la domenica prescelti. 

La prenotazione può essere considerata valida solo dopo aver ricevuto e-mail di conferma.


Le visite sono gratuite.

Per prenotare clicca qui                  

Da sabato 10 novembre fino a domenica 2 dicembre, le visite al Palazzo saranno arricchite dalla mostra fotografica "Serbatoi d'acqua" a cura dell'artista Ingrid Simon. La mostra, a ingresso gratuito, sarà visitabile esclusivamente durante gli orari di apertura del Palazzo, al termine di ogni percorso guidato.





Con provvedimento del 1924 l’ing. Gaetano Postiglione, Regio Commissario dell’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese, affidò al trentunenne a Cesare Vittorio Brunetti, avventizio presso l’acquedotto da soli 16 mesi, il progetto per la costruzione di un edificio nel borgo murattiano, che fosse testimonianza perenne della storica conquista dell’acqua e, al tempo stesso, sede degli uffici tecnici e amministrativi dell’Ente.

Sette anni trascorsero perché la città di Bari e la Puglia intera potessero ammirare questo splendido esempio di romanico pugliese di transizione.

Lo stile prescelto si integra perfettamente con la tradizione locale, che nel palazzo trova espressione oltre che nei materiali, anche nei moltissimi riferimenti stilistici decorativi, ispirati ai più famosi monumenti architettonici della regione.

La pietra di Trani per il rivestimento esterno, mostra, nei dettagli scolpiti in opera, sui capitelli, nelle iscrizioni delle bifore e sui balconi, tutta la sapiente abilità degli scalpellini locali.

Il palazzo è la tangibile espressione dell’antico, grande progetto realizzato: portare l’acqua, anche grazie alla collaborazione delle popolazioni dell’Irpinia e della Lucania, e rendere produttiva una terra cronicamente assetata, migliorando le condizioni di vita dei suoi abitanti.

La storia di questa impresa scritta nella pietra è raccontata con simbolica efficacia dal decoratore Duilio Cambellotti attraverso una ricca galleria di dipinti murali, di sculture, dimobili ed altre forme decorative.

Va precisato che il termine “decoratore” va inteso in senso storico; per Cambellotti “decorare” significò intervenire sul progetto delle tre facciate, progettare l’immagine di ogni particolare degli interni (dai soffitti ai pavimenti, dalle porte alle finestre, dalle pitture alle sculture per le pareti, dai mobili ai soprammobili, alle vetrate, ai tappeti, all’illuminazione, agli ascensori a tutto), fare del Palazzo dell’Acquedotto Pugliese di Bari un ideale ed, al contempo, concreto “laboratorio” per la sua genialità creativa.
L’edificio, completato anche nelle decorazioni (salvo alcuni dettagli dell’appartamento presidenziale che furono ultimati nel 1934), non ebbe – come meritava – una inaugurazione ufficiale.
L’opera rimane un esempio di creazione artistica con un unico tema dominante: l’acqua.

Situato nel cuore di Bari, “Il Palazzo dell’Acqua” è diventato nel tempo un patrimonio della Puglia e dei pugliesi.



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