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Ritenzione, detenzione, ecc.
L'acqua che si trova sulla superficie del terreno deriva principalmente, per via diretta o indiretta, dalle precipitazioni. 

La maggior parte di quella che cade durante la prima fase temporale viene immagazzinata nelle depressioni del terreno, formando un "deposito superficiale", mentre la parte restante s'infiltra nel suolo o scorre per i pendii come acqua di dilavamento finchè, trovato un solco, diviene parte di un corso d'acqua. Al continuare della precipitazione, il deposito superficiale aumenta se la quantità d'acqua che cade nell'unità di tempo è superiore alla capacità d'infiltrazione del terreno.

Una buona parte dell'acqua contenuta nei depositi di superficie evapora, infine, e non subisce né il processo d'infiltrazione né quello di scorrimento superficiale sotto forma di acqua dilavante. Questa quantità d'acqua prende il nome di "deposito di ritenzione" o ritenzione superficiale".

La parte restante del deposito superficiale, che è temporaneamente trattenuta e che diverrà in seguito acqua di infiltrazione o di dilavamento, prende il nome di deposito di detenzione.

Estesi specchi d'acqua sulla superficie terrestre altro non sono che una combinazione di depositi di ritenzione e di detenzione. In generale, le acque di superficie sono costituite dalle acque di deposito superficiale, dalla acque dilavanti (o selvagge) e da quelle incanalate.

Enciclopedia del Novecento - Ven Te Chow - Edito dall'Istituto dell'Enciclopedia Italiana - Treccani

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