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Gli studi idrologici
Sin dalla prima antichità, e fin verso il 1400 d.C., il concetto di ciclo idrologico è stato argomento di speculazione da parte di molti pensatori fra cui Omero (1000 a.C. circa), Talete, Platone ed Aristole in Grecia; Lucrezio, Seneca e Plinio a Roma.

Mentre la maggior parte dei concetti filosofici formulati in proposito è da considerare erronea dal punto di vista scientifico, Anassagora di Clazomene (500-428 a.C.) ideò una prima ipotesi sul ciclo idrologico complessivo; secondo tale ipotesi il Sole innalzerebbe l'acqua del mare nell'atmosfera, donde ricadrebbe come pioggia: l'acqua piovana si raccoglierebbe poi in depositi sotterranei, i quali alimenterebbero il flusso dei fiumi.

Un concetto più preciso lo formulò Teofrasto (371/370-288/287 a.C.) il quale descrisse con esattezza almeno la fase del ciclo idrologico relativo all'atmosfera, fornendo una corretta spiegazione della formazione delle precipitazioni, che si devono alla condensazione ed al congelamento. Dopo un attento studio del lavoro di Teofrasto, Marco Vitruvio, trattatista romano vissuto all'incirca negli anni della vita di Cristo, completò l'interpretazione di Teofrasto ed affermò che le acque del sottosuolo derivano, per la maggior parte, dalle piogge e dalle nevi che si sono infiltrate nel terreno. Già da allora, quindi, si erano formate le basi essenziali della moderna interpretazione del ciclo idrologico.

Nel Rinascimento, si manifestò una leggera tendenza a spostare i concetti dell'idrologia dalla pura speculazione alla scienza sperimentale propria dei tempi moderni. Palissy, notando come i fiumi e le sorgenti si originassero dalle piogge, confutò l'antica credenza che i corsi d'acqua fossero alimentati direttamente dal mare.

Perrault misurò la quantità delle acque di scorrimento e provò che esse non erano che una frazione delle acqua piovane; dal che egli dedusse correttamente che, non essendo le piogge che una tra le tante sorgenti delle acque di scorrimento, le restanti acque di precipitazione dovevano andare perse per traspirazione, per evaporazione o per diversione.

Attualmente, l'avvento dell'era atomica e spaziale ha portato nuove teorie e nuove conoscenze; oggi sono disponibili nuovi metodi e nuovi strumenti di indagine. Il progresso teorico più importante realizzato negli ultimi anni nel campo delle conoscenze idrologiche consiste in un'analisi del ciclo idrologico impostata su una base scientifica più rigorosa: si considera, cioè, il ciclo alla stregua di un sistema dinamico in evoluzione, costituito da un'"entrata", da un'"uscita" e da un mezzo di lavorazione: in questo caso l'acqua che attraversa il sistema.

Poiché il ciclo idrologico interessa un'ampia regione dell'idrosfera e l'intera storia dell'acqua sulla Terra è tracciata nella continuità del ciclo, lo studio di questo coinvolge la fisica, la chimica, la biologia, la matematica ed altre scienze che si ricollegano ai vari processi del ciclo, quali la climatologia, la meteorologia, l'oceanografia, la geologia, la glaciologia, la geomorfologia, l'idraulica.

Molti enti locali e nazionali ed organizzazioni internazionali quali la Food and Agricultural Organization (FAO), la World Meteorogical Organization (WMO) e la World Health Organization (WHO), sono attivamente impegnati in ricerche di idrologia, che hanno come tema centrale il ciclo idrologico.

Il 1° gennaio 1965 l'UNESCO lanciò il programma del Decennio Internazionale di Idrologia o IHD (dall'inglese International Hidrological Decade) cui aderirono più di cento paesi. L'IHD è un vasto programma in cui le nazioni del mondo cooperano al fine di studiare le acque della Terra essendo ormai dimostrato che il progresso delle condizioni di vita dell'uomo potrà dipendere dalla sua capacità di risolvere i problemi connessi con l'acqua. E' stato il primo tentativo concertato che l'uomo compie sia per fare l'inventario delle risorse idriche a sua disposizione, che vanno diminuendo a causa dell'aumento delle condizioni di vita, sia per coordinare su scala mondiale gli studi sui metodi da adottare per fare il migliore uso possibile di queste risorse.

Enciclopedia del Novecento - Ven Te Chow - Edito dall'Istituto dell'Enciclopedia Italiana - Treccani

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