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1920 - 1939

1920
Il Regio Decreto n° 2060 del 1919, convertito nella Legge 23 settembre 1920 n° 1365, istituisce con sede a Bari un "Ente Autonomo per la costruzione, manutenzione ed esercizio dell'Acquedotto Pugliese" fissandone l'ordinamento. L'Ente ottiene un contributo di 90 milioni e uno di 68 milioni che vanno sotto il titolo di "opere pubbliche straordinarie" a carico del bilancio del Ministero dei Lavori Pubblici. Alle semplici prerogative della costruzione, manutenzione ed esercizio perpetuo dell'Acquedotto Pugliese si aggiungono:

  • costruzione delle condutture interne;
  • completamento delle opere di rimboschimento del bacino del Sele;
  • manutenzione di tali opere;
  • costruzione delle fognature;
  • collegamento di edifici pubblici alle condutture d'acqua e fognarie;
  • coordinamento dei piani regolatori con le esigenze di costruzione e funzionamento delle condotte d'acqua e fognarie; opere di irrigazione;
  • costruzione di case popolari e borgate rurali;
  • risanamento di quartieri ed abitazioni insalubri.


1924
La Cassa Depositi e Prestiti concede all'Ente la somma di 240 milioni per l'ultimazione dei lavori dell'Acquedotto: la restituzione è prevista in 15 milioni l'anno per i primi quattro anni e il residuo da ammortizzarsi in 25 annualità all'interesse del cinque per cento dagli utili netti realizzati dall'Ente. Inizia l'erogazione dell'acqua nella città di Foggia.

1926
La fornitura di acqua alla provincia di Foggia viene completata in tredici anni. Il decennio del cosiddetto "completamento generale" delle diramazioni e subdiramazioni suburbane e urbane, è quello che va dal 1931 al 1941. A seguito della completata costruzione del "Grande Sifone Leccese", solo nel 1927 l'acqua riesce ad arrivare nella città di Lecce, ben dodici anni dopo Bari e tre dopo Foggia. Anche i comuni del Gargano settentrionale vedono in esercizio le condotte, come i comuni del Salento, negli anni tra il 1931 e il 1939.

1938
Con il Decreto Legge di agosto, vengono affidati all'Ente Autonomo Acquedotto Pugliese la costruzione e la gestione delle fognature nei comuni serviti dall'acquedotto stesso.

1939
Tra ritardi e rallentamenti l'opera vede il suo compimento solo alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, con il completamento delle opere terminali di Santa Maria di Leuca, estremo lembo d'Italia. Qui viene realizzata una cascata, poderosa quanto inaspettata, spettacolare e rappresentativa, al fine di celebrare il trionfo della volontà e del sacrificio dell'uomo. E' lo stesso Mussolini ad inaugurarla.


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