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Avvio di un "beauty contest" per l'analisi del risk assessment societario
Pubblicato in data 10/05/2017 Avvio di un “Beauty Contest” per l’assegnazione di un incarico di consulenza specialistica per l’effettuazione dell’analisi del risk assessment societario finalizzato alla revisione del modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.lgs. n. 231/2001.

Acqua: risparmiare si può !
Avviata la campagna di AQP per un uso consapevole della risorsa idrica





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1900 - 1919
1902
Dalla Commissione scaturisce un Consorzio fra lo Stato e le tre province di Bari, Foggia e Lecce, cui è affidato il compito della "Costruzione, manutenzione e l'esercizio perpetuo dell'Acquedotto Pugliese che verranno concessi in un unico appalto all'industria privata, mercé gara internazionale fra le ditte riconosciute idonee dal Ministero dei lavori pubblici". La legge, nello stabilire il prezzo di vendita dell'acqua, lo contempera al "grado di importanza di ciascun comune" e stabilisce una tariffa speciale a prezzo ridotto per l'acqua "delle fontanine pubbliche e per quella destinata ad usi igienici d'interesse generale".

1903
Viene pubblicato il primo bando, ma la relativa gara va deserta; l'anno successivo viene indetta una seconda gara, a livello internazionale, cui partecipano cinque ditte italiane e altrettante europee. E' la "Società anonima italiana Ercole Antico e soci concessionaria dell'Acquedotto Pugliese" però che si aggiudica il lavoro, per un importo di 125 milioni. Il relativo contratto viene sottoscritto nel luglio 1905.

1906
Viene costituito il primo Consiglio di Amministrazione del Consorzio per l'Acquedotto Pugliese (presidente l'onorevole Giuseppe Pavoncelli) e, alle sorgenti Madonna della Sanità di Caposele, hanno inizio i lavori per lo scavo della grande galleria dell'Appennino e le opere di captazione. Si confermano così le intuizioni e i progetti dell'ing. Rosalba che aveva previsto la possibilità di dissetare la Puglia convogliando le acque di Caposele. Intuizioni e progetti, che agli occhi dei suoi contemporanei erano sembrate, a quel tempo, troppo ardite ed avveniristiche.

1914
Dal 1906, la Società Ercole Antico e Soci, porta avanti i lavori accumulando ritardi e debiti (anche se l'importo dell'appalto è stato, nel frattempo, aumentato di 10 milioni), motivo per cui non riesce a tener fede al contratto. Questo, infatti prevedeva la fornitura d'acqua entro il 31 dicembre 1914 per gran parte dei comuni in provincia di Bari e Foggia. La Società invece riesce soltanto a realizzare la grande struttura del Canale Principale e a completare le gallerie di attraversamento dell'Appennino e delle Murge.

1915
L'acqua arriva a Bari il 24 aprile 1915; nello stesso anno giunge ad altri ventisette comuni della provincia. Nel 1916 ad altri sei comuni ed alla città di Taranto. Gli eventi della Prima Guerra Mondiale bloccano, di fatto, il proseguimento dei lavori. Nel tempo i ritardi si accumulano, i debiti aumentano (tanto che gli stessi operai restano spesso senza paga), e lo Stato decide di intervenire annullando la convenzione, subentrando e risolvendo il contratto con la Società in forza di un atto transattivo approvato con il decreto luogotenenziale del 1919.

1918 L'acqua arriva a Brindisi. Le condizioni dei comuni pugliesi sono facilmente immaginabili: strade, piazze e spazi pubblici sono in terra battuta; l'acqua, nella maggioranza dei casi, esiste solo nelle fontanine pubbliche; le fognature sono sconosciute perché esistono solo le fosse provvisorie, i pozzi neri e gli immondi carri botte che raccolgono il loro puteolente carico.


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